Con la sentenza n. 33219, depositata il 1 luglio 2021, la V Sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’imputato condannato nei due gradi di giudizio per diffamazione a seguito della pubblicazione, sul proprio “stato di whatsApp”, di frasi ritenute lesive dell’onore e del decoro della persona offesa. Il motivo proposto dal ricorrente in relazione alla diffusione riposava sul fatto che non si sarebbe raggiunta la prova che tutti i soggetti contenuti nella rubrica del telefono dell’’imputato avessero l’applicazione whatsApp e quindi potessero vedere “lo stato” del ricorrente. Tale motivo è stato dichiarato inammissibile dal […]

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Sussiste la molestia penalmente rilevante ex art. 660 C.P. anche se il contatto viene “bloccato” – Commento a Cass. Pen., Sez. I, sentenza n. 37974 depositata il 22 ottobre 2021.   Con la sentenza n. 37974, depositata il 22 ottobre 2021, la I Sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la penale responsabilità dell’imputato per il reato di cui all’art. 660 C.P., seppur rideterminando la pena in melius, stante la modifica nell’ambito della pronuncia di condanna in sede di giudizio abbreviato introdotta dalla legge 103/2017 ed applicabile al caso di specie, che ha comportato la rilevabilità d’ufficio del trattamento […]

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