La recente sentenza della Cassazione n. 5061 del 26 febbraio 2020, nel ribadire la non sindacabilità nel merito delle delibere dell’assemblea condominiale, offre l’occasione, attraverso l’esame dei precedenti giurisprudenziali richiamati nella decisione, di fornire una breve casistica sulle questioni nel tempo decise dalla Suprema Corte.

IL CASO: Tizio e Caio, condomini nel Condominio Beta, impugnano avanti il Tribunale tre delibere assembleari con cui sono stati approvati i consuntivi lavori relativi ad alcune opere di manutenzione straordinaria dell’edificio.

Il Tribunale annullava due delle tre delibere, mentre la Corte di Appello respingeva integralmente le domande dei condomini, statuendone l’infondatezza attesa l’insindacabilità giudiziale della convenienza economica della scelta assembleare.

LA DECISIONE: con sentenza n. 5061 del 25.02.2020 la Corte di Cassazione, nel rigettare il ricorso avanzato dai condomini, ribadisce che il sindacato dell’Autorità Giudiziaria non può estendersi alla valutazione del merito ed al controllo della discrezionalità dell’assemblea condominiale, dovendo limitarsi a verificare la legittimità della delibera sotto il profilo della violazione di legge, di regolamento o di eccesso di potere dell’assemblea.

In particolare la decisione prende le mosse dall’esame dell’art. 1137 c.c. (Le deliberazioni prese dall’assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini. Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l’autorità giudiziaria chiedendone l’annullamento nel termine perentorio di trenta giorni…) evidenziando che finalità della disposizione non è consentire un controllo giudiziale sulla convenienza -economica- della delibera assembleare bensì quello di stabilire se la stessa corrisponda a legittimo (recius conforme a legge o regolamento) esercizio del potere dell’assemblea.

Sulla scorta di tale premessa, la decisione richiama alcuni precedenti giurisprudenziali conformi che consentono, assieme ad altre pronunce, di estrarre una casistica di casi di insindacabilità giudiziale del merito della delibera condominiale.

In particolare non sono sindacabili avanti l’Autorità Giudiziaria le delibere aventi ad oggetto:

  • l’erogazione del compenso all’amministratore, la stipula di un contratto d’assicurazione del fabbricato, la corresponsione della retribuzione a chi sia incaricato della custodia dell’edificio, la predisposizione di un fondo – cassa per le spese legali, danno luogo a scelte gestorie tutte, in astratto, rientranti nel potere discrezionale dell’assemblea e non dirette a perseguire finalità extracondominiali, di tal che a tale potere deliberativo dell’assemblea del condominio, da esercitare nelle forme e con le maggioranze prescritte, fa riscontro l’obbligo di ciascun condomino di contribuire alle relative spese… (Cass. 20135/2017);
  • Apertura conto corrente intestato al Condominio che …attiene all’opportunità o alla convenienza dell’adozione delle modalità della gestione delle spese relative alle cose e ai servizi comuni ed esula quindi dal profilo di legittimità dell’operato dell’assemblea condominiale, che è suscettibile del sindacato del giudice attraverso l’impugnativa di cui all’art. 1137 cod. civ.. (Cass. 10199/2012);
  • Esecuzione di opere su parti comuni, finanche quando se ne deduce (fondatamente) l’…inutilità ed irrazionalità dei lavori approvati dall’assemblea condominiale attiene proprio al merito ed alla convenienza della scelta operata, come correttamente rilevato dal giudice di appello; nè d’altra parte il semplice dissenso dell’attuale ricorrente in ordine alla soluzione perseguita dalla delibera impugnata può determinare la conclusione che quest’ultima abbia comportato un grave pregiudizio alla cosa comune soltanto perché le opere contestate si sarebbero rivelate del tutto inadeguate ad eliminare le cause degli inconvenienti riscontrati…(Cass. 5889/2001);
  • Scelta di preventivi per opere su parti comuni anche ove la doglianza riguardi …la eccessiva gravosità della spesa approvata dall’assemblea rispetto a riparazioni straordinarie che avrebbero potuto esser eseguite con minore aggravio… (Cass. 3938/1994);
  • Assunzione di nuovo ed aggiuntivo personale per il servizio di “portierato”, laddove il relativo servizio sia già esistente in quanto, in tal caso, vi sarebbe …già avvenuta valutazione, da parte dei condomini, che il servizio ineriva alle ordinarie, normali esigenze di godimento e di tutela della cosa comune…e ferma la sindacabilità sede giudiziale …se il servizio, così come attuato, fosse oppur no adeguato alle esigenze di godimento e di tutela dell’edificio…giacché solo in ipotesi di sicura e indiscutibile adeguatezza si sarebbe potuto parlare, per l’assunzione di un secondo portiere, di innovazione, oltre che economicamente gravosaaddirittura di carattere voluttuario, ai sensi dell’art. 1121, comma 1, c.c. e, in quanto insuscettibile di separata utilizzazione, vietata ai sensi del secondo comma dello stesso articolo… (Cass. 5905/1987 non espressamente richiamata nella sentenza in commento).

La medesima decisione, traccia altresì i limiti oltre i quali la delibera assembleare diventa suscettibile di sindacato, di merito, giudiziale e quindi …rimane, dunque, configurabile l’annullabilità in sede giudiziaria di una delibera della assemblea dei condomini per ragioni attinenti alla opportunità ed alla convenienza della gestione del condominio soltanto nel caso di decisione che, sulla base di accertamento di fatto rimesso al giudice di merito, arrechi, grave pregiudizio alla cosa comune, ai sensi dell’art. 1109 c.c. n. 1… (come, ad esempio, nel caso trattato da Cass. 25128/2008 ove decidendo per la sindacabilità della delibera relativa al licenziamento di personale condominiale, tratta il caso del …licenziamento del custode, di cui sono state gravi inadempienze agli obblighi derivanti dal suo rapporto di lavoro a tempo pieno, dato che lasciava incustodito il condominio assentandosi ingiustificatamente ed attenendo durante l’orario di lavoro allo svolgimento di prestazioni private a favore di singoli condomini…).

Si deve inoltre aggiungere che la sindacabilità nell’ipotesi delineata dalla sentenza in commento, rientra nell’ambito delle censure per “eccesso di potere” della delibera con dovere del Giudice di verificare se…la causa del provvedimento adottato, in quanto essa sia o non falsamente deviata dal suo normale modo di essere e quindi se la delibera sia o meno il risultato del legittimo esercizio del potere discrezionale dell’assemblea… (Cass. 731/1988 ove, in applicazione di tale principio, è stata confermata la decisione di annullamento della delibera dell’assemblea di approvazione di rendiconto non veridico, al riguardo di debiti del condominio).

A maggior chiarimento dell’ipotesi di eccesso di potere è dirimente la sentenza resa dalla Corte d’Appello di Milano, III Sez. Civ., Sent.  n. 5759/2018 che ha stabilito che …L’assemblea non ha il potere di imputare al singolo condomino una particolare spesa anche se lo ritiene responsabile del verificarsi di un danno sulle parti comuni oppure in un’unità immobiliare di proprietà esclusiva. Esula infatti delle attribuzioni dell’assemblea quello di porre in essere una sorta di «autotutela privilegiata» rispetto alla posizione di qualsiasi altro creditore… in quanto …Il condomino risponde dei danni da lui causati alle parti comuni solo se vi sia stato riconoscimento di responsabilità o all’esito di un accertamento giudiziale, non potendo l’assemblea, in mancanza di tali condizioni, porre a suo carico l’obbligo di ripristino, o imputargli a tale titolo alcuna spesa, ed essendo obbligata ad applicare, come criterio di ripartizione della spesa, la regola generale stabilita dall’art. 1123 c.c…, fermo restando il diritto per la medesima assemblea di deliberare la proposizione di azione risarcitoria nei confronti del condomino ritenuto responsabile del danno.