L’argomento in questione riguarda l’avvertimento ex art. 356 c.p.p. e 114 disp. att. c.p.p. che deve essere fornito al soggetto sottoposto ad esame ematico per l’accertamento dell’(eventuale) stato di ebbrezza alcolica nell’ambito dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine. In relazione a ciò, l’ordinanza in commento, “prende atto sussiste un orientamento giurisprudenziale, secondo il quale, in tema di guida in stato di ebbrezza, la prova dell’avvenuto adempimento dell’obbligo di avvisare la persona sottoposta ad alcolemico della facoltà di farsi assistere da difensore di fiducia, ove non risultante da verbale, possa essere data mediante la deposizione dell’agente operante (Sez.4 n. 3725 del […]

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Messa alla prova applicabile all’ente a giudizio ex D. Lgs 231/2001: giurisprudenza di merito a confronto. In relazione alla possibilità di ammettere alla prova l’ente a giudizio ex D.lgs 231/2001, si registrano due recenti (e contrapposte) decisioni di merito. Il GUP presso il Tribunale di Modena, con sentenza in data 19 ottobre 2020, ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di una società a giudizio ai sensi del D. Lgs 231/2001 per estinzione del reato a seguito di esito positivo della messa alla prova. Il Giudice, infatti, con ordinanza ex artt. 464 bis e s.s. c.p.p., aveva ammesso l’ente al […]

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Come ci si può tutelare dai condomini eccessivamente rumorosi? Una prima soluzione essere rinvenuta nel regolamento condominiale che può contenere specifiche disposizioni in merito ai “rumori” consentiti, ad esempio prescrivendo determinati orari ai fini dell’esercizio di determinate attività. E’ bene brevemente osservare che, poiché le limitazioni all’esercizio di attività potrebbero comportare una compressione del diritto di proprietà del singolo condominio (in quanto incidente direttamente sulla facoltà di godere in modo esclusivo del proprio appartamento), la disposizione regolamentare deve essere oggetto di approvazione unanime in caso di regolamento assembleare, requisito non necessario in ipotesi di vigenza di “regolamento contrattuale” in quanto, […]

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Il T.U. Immigrazione sancisce l’impossibilità di ingresso (e quindi di permanenza con conseguenti effetti sui procedimenti di espulsione e di permesso di soggiorno) in territorio italiano da parte dello straniero che …sia considerato una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone…ovvero che abbia subito condanna (anche non definitiva) e finanche in esito a patteggiamento, per delitti:  con pena ergastolo o reclusione da cinque anni a massimo a venti anni (art. 380 c. […]

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Il recente intervento della Corte di Cassazione n. 22095 del 13.10.2020 ha ribadito le differenziazione tra azione di rivendica della proprietà da quella di regolamento di confini, rammentando che la prima “…presuppone un conflitto di titoli determinato dal convenuto il quale oppone a suo favore un titolo -anche non negoziale- diverso da quello su cui l’attore fonda la sua istanza….mentre nella seconda …il conflitto è tra i fondi, in quanto il convenuto deduce che in forza del titolo dedotto dall’attore e del titolo di proprietà del fondo a lui appartenente, il confine è diverso, senza che rilevi l’effetto recuperatorio di […]

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(In)sussistenza dell’elemento oggettivo del reato di minaccia: commento a sentenza Cassazione Penale, Sez. V, n. 9392 depositata il 10 marzo 2020. Idoneità della minaccia ad integrare il reato, in relazione all’insussistenza dell’intimidazione: commento a sentenza Cassazione Penale, Sez. V, n. 12729 depositata il 22 aprile 2020. ***.***.*** Sentenza Cass. Pen. Sez. V, sentenza n. 9392 depositata il 10 marzo 2020. La vicenda: con sentenza del 31.10.2018 il Tribunale di Caltanissetta, in parziale riforma della sentenza del locale Giudice di Pace del 6.3.2017, ha condannato l’imputato alla pena di legge, per i reati di cui agli artt. 81 cpv., 612 co. […]

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La recente sentenza della Suprema Corte n. 17123 del 13.08.2020 ribadisce il consolidato principio per cui non sussiste automaticità tra mancata consegna della certificazione di abitabilità dell’immobile compravenduto ed inadempimento – riconducibile ad “aliud pro alio” – legittimante pronuncia di risoluzione del contratto, attesa la necessarietà dell’indagine sulla gravità dell’inadempimento che, nel caso risolto dalla Corte, è stata esclusa atteso l’accertato rilascio della certificazione, sebbene post-vendita, con conseguente rigetto della domanda risarcitoria ex art. 1453 c.c.. Prima di esaminare le conclusioni da ultimo assunte dalla sentenza, occorre brevemente ricordare che il cosiddetto aliud pro alio costituisce autonoma fattispecie di inadempimento […]

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L’Avv. Andrea Rodolfo Masera interverrà al convegno del 15.10.2020 organizzato dalla Fondazione Forense di Monza, portando il proprio contributo sui seguenti temi: le nuove responsabilità degli organi di controllo sulla adeguatezza del sistema di controllo interno” misure premiali per l’imprenditore e CNCDEC – gli indicatori di crisi

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